Il racconto del Campione Italiano TCR 2025, tra gestione, battaglie e maturità
C’è un modo di vincere che non passa dal rumore, ma dalla capacità di leggere le gare e di costruire i risultati nel tempo. Il titolo italiano TCR 2025 di Alberto Cigolini nasce proprio così: da una stagione affrontata con metodo, calma e una lucidità che nei momenti chiave ha fatto la differenza. Dopo un campionato combattuto e di altissimo livello, il pilota ADX Racing ha conquistato il titolo con una gara di anticipo, imponendosi come riferimento della categoria.
Di seguito l’intervista completa al Campione Italiano TCR 2025.
Quando hai realizzato davvero di essere Campione Italiano TCR?
In realtà non è successo immediatamente in pista. Ho realizzato davvero di aver vinto il campionato solo in un secondo momento, quando ho visto la livrea celebrativa da Campione Italiano. È stato lì che ho percepito concretamente cosa avevo appena conquistato. A Misano, invece, l’approccio era già diverso: il titolo era matematicamente al sicuro e l’obiettivo principale era aiutare Adolfo Gomez, cercando di supportarlo al meglio e di portare a casa un risultato positivo per il team.
La battaglia con Jung Su Moon è stata una delle più intense della stagione. Cosa ti ha messo più in difficoltà in quel duello?
Senza dubbio la pressione costante. Moon è stato molto veloce, corretto e aggressivo al punto giusto, e questo non ti permetteva mai di abbassare la guardia. È stato uno di quei duelli in cui devi rimanere concentrato dal primo all’ultimo giro, perché basta un attimo per perdere tutto. Proprio per questo è stata anche una delle battaglie più belle e appaganti dell’anno.
Guardando l’intero campionato, qual è stata la gara che ha davvero indirizzato la tua corsa al titolo?
Direi Hockenheim. Quella vittoria è stata fondamentale, perché mi ha permesso di salire per la prima volta in testa alla classifica e, soprattutto, di acquisire la consapevolezza di potermela giocare fino in fondo. Da lì in poi l’approccio è cambiato: non più solo fare bene, ma gestire una posizione di vertice.
In TCR la gestione è spesso più importante dell’attacco puro. Quanto ha inciso questo aspetto nella tua stagione?
Ha inciso tantissimo. Fin dall’inizio ho cercato di mantenere lo stesso metodo: guidare con attenzione, pensare alla strategia e non eccedere mai nell’aggressività. È una categoria che non perdona errori gratuiti e in cui la costanza, sul lungo periodo, paga sempre più della velocità assoluta.
A Spa e Misano hai mostrato grande lucidità nei momenti decisivi. È qualcosa che hai costruito con l’esperienza?
Sì, credo sia frutto dell’esperienza accumulata nel tempo. Con il passare delle gare impari a riconoscere i momenti in cui devi spingere e quelli in cui è più intelligente portare a casa il risultato. A Spa e Misano era fondamentale restare lucidi e non farsi trascinare dall’emotività.
Che valore ha per te questo titolo italiano TCR?
Ha un valore enorme, soprattutto perché è arrivato nella mia stagione di debutto in TCR. Vincere subito non era affatto scontato e questo rende il risultato ancora più speciale. È la conferma che il lavoro fatto è stato quello giusto.
Se dovessi descrivere la tua stagione in una parola, quale sceglieresti?
Direi “risultato”. Non perché sia stata una stagione perfetta, ma perché alla fine ha portato esattamente dove volevo arrivare.
C’è stato un momento particolarmente difficile durante l’anno?
Sì, la penalità di 20 secondi al Nürburgring. È stato un momento complicato dal punto di vista mentale, perché arrivava in una fase delicata del campionato e rischiava di pesare molto sulla classifica.
Quanto è stato importante il lavoro del team nel raggiungere questo obiettivo?
È stato fondamentale. Il supporto di Adolfo Gomez nella preparazione delle gare e il lavoro di Stefano Deleonardis come Team Manager sono stati decisivi per arrivare pronti a ogni appuntamento, sia dal punto di vista tecnico che mentale.
Questo titolo rappresenta un punto di arrivo o un nuovo punto di partenza?
Senza dubbio un punto di partenza. Vincere dà grande soddisfazione, ma aumenta anche le aspettative e la voglia di continuare a migliorare.
Il titolo italiano TCR 2025 è il coronamento di una stagione costruita con intelligenza, costanza e grande maturità. Alberto Cigolini ha dimostrato che, in un campionato così competitivo, la vera forza è saper unire velocità e controllo. Un successo che non chiude un percorso, ma ne apre uno nuovo.