Aurucci: «Adelaide è stata una liberazione. Questo titolo nasce dalla costanza»

Il nuovo Campione Italiano ACI Esport Formula 4 2026 iRacing racconta il percorso verso il titolo, dalla vittoria di Misano alla finale australiana, passando per il lavoro con Tatum Res-Tech e la gestione dei momenti più difficili della stagione

Matteo Aurucci è il nuovo Campione Italiano ACI Esport Formula 4 2026 iRacing. Il pilota Tatum Res-Tech ha chiuso la stagione in testa alla classifica generale dopo sette round intensi, combattuti e spesso decisi da dettagli minimi, conquistando un titolo costruito sulla velocità pura, ma soprattutto su una continuità che gli ha permesso di restare sempre nella parte alta della classifica.

Dalla vittoria inaugurale di Misano al round conclusivo di Adelaide, Aurucci ha saputo reggere il confronto con avversari di altissimo livello come Edoardo Leo, Tommaso Zappalà, Andrea Muscolino, Andrea Bristot e Samuele Spiezio, trasformando ogni gara in un tassello decisivo verso il tricolore.

Al termine della stagione, il nuovo campione ha raccontato il suo percorso, i momenti chiave del campionato e il peso del lavoro di squadra che lo ha accompagnato fino al titolo.

Matteo, sei il nuovo Campione Italiano ACI Esport Formula 4 2026 iRacing. A freddo, qual è la prima immagine o il primo momento che ti viene in mente pensando a questa stagione?

«Sicuramente il primo momento che mi viene in mente è il passaggio sotto la bandiera a scacchi nell’ultima gara ad Adelaide. Era l’atto finale di una lotta molto serrata per il campionato e, in quel momento, ho provato una grande sensazione di liberazione.

Sapevo che quella gara avrebbe deciso tutto e arrivare al traguardo con il titolo in mano è stato il modo più forte per chiudere una stagione così intensa.»

La tua stagione è iniziata nel modo migliore, con pole position e vittoria a Misano. Quanto è stato importante partire subito forte in un campionato così breve e competitivo?

«È stato molto importante, anche perché prima dell’inizio del campionato non mi consideravo tra i favoriti per il titolo. Conquistare subito pole position e vittoria nel primo round mi ha dato grande fiducia.

Credo che quel risultato abbia mandato un segnale chiaro anche ai miei avversari. In un campionato breve, con sole sette gare, partire forte può cambiare subito la percezione della stagione e aiutarti a costruire sicurezza gara dopo gara.»

Nella prima parte dell’anno hai mostrato una grande velocità in qualifica, conquistando più pole position consecutive. Ti aspettavi di essere così competitivo sul giro secco fin dall’inizio?

«Prima del campionato mi sono allenato molto sul giro secco, perché era un aspetto che mi era mancato nel campionato disputato due anni fa. Sapevo quindi di aver lavorato tanto su quel punto, ma riuscire a trasformarlo in pole position è sempre qualcosa di diverso.

Al di là delle pole, sono particolarmente soddisfatto di come sono riuscito a reagire anche nei momenti di difficoltà, trovando comunque il giro giusto per portare la macchina nelle prime file. Anche se le gare duravano 50 minuti, la qualifica era spesso determinante per l’esito della corsa, soprattutto su piste dove il traffico e la posizione in pista potevano pesare moltissimo.»

Miami e Messico hanno rilanciato fortemente Edoardo Leo nella lotta al titolo. In quel momento hai sentito che il campionato stava cambiando direzione o sei riuscito a restare concentrato sul tuo percorso?

«In quel momento sono riuscito a restare concentrato sul mio percorso. Avevo ancora un piccolo vantaggio su Edoardo e il mio pensiero era semplicemente quello di continuare a dare il massimo in pista.

Sapevo che il campionato era ancora lungo e che ogni gara avrebbe potuto cambiare gli equilibri. Per questo ho cercato di non farmi condizionare troppo dai risultati degli altri, concentrandomi su quello che potevo controllare direttamente.»

Spa è stata forse una delle gare più difficili della tua stagione, con una partenza complicata e un risultato sotto le aspettative. Quanto è stato delicato quel momento dal punto di vista mentale?

«Spa è stato il peggior risultato della mia stagione in gara. È stata una serata molto difficile, soprattutto per alcuni danni alla vettura che mi hanno penalizzato fino al pit stop e mi hanno impedito di esprimere il passo che avrei voluto.

Dal punto di vista mentale non è stato semplice, ma gare del genere possono capitare. L’aspetto più importante è stato non abbattermi, restare concentrato e pensare subito al round successivo. In un campionato così competitivo, anche una gara storta va gestita nel modo giusto.»

Al Mugello hai chiuso secondo in una gara molto dura, mentre Leo ha recuperato punti importanti. A posteriori, quel secondo posto quanto è stato decisivo per arrivare ancora leader a Imola?

«Il secondo posto al Mugello è stato molto importante. Era probabilmente la pista su cui avevo meno confidenza rispetto a tutte le altre, quindi fin dall’inizio l’obiettivo era limitare i danni e portare a casa più punti possibile.

Alla fine quel risultato ha avuto un valore particolare, perché mi ha permesso di restare in piena lotta e di arrivare a Imola ancora in una posizione favorevole. Non sempre si può vincere: in certe gare bisogna capire il momento e massimizzare quello che si ha a disposizione.»

Imola è stata probabilmente la gara chiave del tuo campionato: Leo partiva in pole, ma tu sei riuscito a passarlo nei primi giri e poi a controllare la corsa. È stato il momento in cui hai sentito davvero il titolo più vicino?

«Sì, Imola è stata una gara fondamentale. Dopo la qualifica, io ed Edoardo eravamo praticamente a pari punti in campionato e serviva una reazione importante in pista.

Fortunatamente quella reazione è arrivata con la vittoria. Dopo Imola ho iniziato a sentire che il titolo era davvero vicino, anche se sapevo perfettamente che non era ancora finita. Restava Adelaide, una gara finale su un circuito cittadino, quindi non potevo permettermi di dare nulla per scontato.»

Adelaide è stata una finale molto tesa: pole position, partenza di Leo, strategia particolare davanti, contatto con Leonardi, penalità e poi il quinto posto che ti ha consegnato il titolo. Come hai vissuto quella gara dall’abitacolo?

«Adelaide è stata una gara davvero intensa. Nella prima parte avevo addosso una pressione incredibile e il mio obiettivo era gestire la situazione nel modo più lucido possibile, senza correre rischi inutili.

Sapevo che, indipendentemente dal risultato di Edoardo, mi sarebbe bastato un nono posto per conquistare il titolo. Per questo volevo soprattutto portare la macchina al traguardo. Non è stata una gara semplice, perché ci sono stati episodi e momenti di tensione, ma sono riuscito a restare concentrato sull’obiettivo principale.»

Nel corso della stagione Tatum Res-Tech ha avuto un ruolo enorme, con te, Zappalà e Muscolino spesso protagonisti nelle posizioni di vertice. Quanto ha contato il lavoro di squadra nella conquista del titolo?

«Il lavoro di squadra è stato fondamentale, sia nelle prove sia durante le gare. Non avrei potuto vincere questo titolo da solo.

Devo ringraziare i miei compagni di squadra Tommaso Zappalà, Andrea Muscolino e Mattia Isetta, che mi hanno aiutato moltissimo nel corso della stagione, e anche il nostro ingegnere Alessandro Maiorana, che ci ha supportato nello sviluppo del setup gara dopo gara. Il campionato si vince in pista, ma il lavoro che c’è dietro ogni round è altrettanto importante.»

Guardando al futuro, cosa ti lascia questa stagione e quali sono i prossimi obiettivi sportivi, dentro o fuori da ACI Esport?

«Questa stagione mi lascia moltissimo, soprattutto dal punto di vista della gestione. Sono contento di essere riuscito a conquistare il titolo anche grazie alla mia costanza, perché credo sia stata una delle chiavi principali del campionato.

Per il futuro non ho ancora programmato nulla di preciso. Per adesso voglio godermi questa vittoria e questo titolo, poi vedremo quali saranno i prossimi obiettivi.»

Una vittoria costruita sulla maturità

Il titolo di Matteo Aurucci arriva al termine di una stagione in cui il nuovo campione italiano ha saputo unire velocità e controllo, attacco e gestione, ambizione e lucidità. La vittoria di Misano ha aperto il percorso, Imola lo ha indirizzato in modo decisivo, Adelaide lo ha consacrato definitivamente.

In un campionato con avversari capaci di vincere, reagire e mettere pressione fino all’ultima gara, Aurucci ha fatto la differenza con la continuità. Non solo nei giorni migliori, ma soprattutto nei momenti in cui serviva limitare i danni e restare dentro la lotta.

È anche così che si vincono i campionati: non soltanto con le vittorie più visibili, ma con la capacità di non uscire mai davvero dalla partita. E nel 2026, quella partita ha avuto un nome solo in cima alla classifica: Matteo Aurucci, Campione Italiano ACI Esport Formula 4 2026 iRacing.

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